Nulla di fatto alla seconda votazione. Fase nuova nel Pd. Si decide domani

Come previsto, a Montecitorio nemmeno la seconda votazione per eleggere il nuovo presidente della Repubblica ha avuto esito positivo. Dopo il primo scrutinio (negativo per Franco Marini) Pd Pdl e Lega avevano infatti annunciato l’intenzione di votare scheda bianca. E 418 sono state le schede senza alcun nome apposto. 10 quelle nulle. Quanto alle schede non bianche, Stefano Rodotà, il candidato promosso dal Movimento 5 Stelle, ha totalizzato il numero più alto di preferenze con 230 voti. Al secondo posto il sindaco di Torino Sergio Chiamparino con 90 voti e Massimo D’Alema, al terzo, con 38 schede a favore. Quirinale, nel Pd spunta il modello primarie
8 AGO 20
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Come previsto, a Montecitorio nemmeno la seconda votazione per eleggere il nuovo presidente della Repubblica ha avuto esito positivo. Dopo il primo scrutinio (negativo per Franco Marini) Pd Pdl e Lega avevano infatti annunciato l’intenzione di votare scheda bianca. E 418 sono state le schede senza alcun nome apposto. 10 quelle nulle. Quanto alle schede non bianche, Stefano Rodotà, il candidato promosso dal Movimento 5 Stelle, ha totalizzato il numero più alto di preferenze con 230 voti. Al secondo posto il sindaco di Torino Sergio Chiamparino con 90 voti e Massimo D’Alema, al terzo, con 38 schede a favore. Solo 15 le schede a favore del candidato di punta per la prima votazione di questa mattina Franco Marini (ex aequo con Alessandra Mussolini). A seguire Romano Prodi con 13 preferenze, Emma Bonino con 8 schede a favore (a parimerito con Sergio De Caprio), 7 per Cosimo Sibilia e 6 per Rosy Bindi.
Come già era capitato nel 1992 durante le votazioni che portarono all'elezione di Oscar Luigi Scalfaro, anche oggi alcuni elettori si sono divertiti ad esprimere preferenze bizzarre. Un grande elettore ha voluto scrivere sulla sheda il nome di Sophia Loren. Preferenze anche per il giornalista e conduttore televisivo Michele Cucuzza, per Fiorello, Trapattoni e Rocco Siffredi.
Domani mattina nuovo scrutinio alle 10, quando per l'elezione servirà ancora la maggioranza dei due terzi dell'Assemblea, pari a 672 voti. Alle 9,40, la riunione congiunta delle Conferenze dei capigruppo di Camera e Senato.
"Bisogna prendere atto di una fase nuova", ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. "A questo punto – ha aggiunto – penso tocchi al Partito democratico la responsabilità di avanzare una proposta a tutto il Parlamento. Questa proposta sarà, come nostro costume, decisa con metodo democratico nell'assemblea dei nostri grandi elettori".